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Speciale #sole24ore su #concorso #scuola

Grazie a tweet di Francesca Milano (@francescami) segnaliamo lo speciale di domani sul Sole 24 sul concorso docenti della scuola:

Il link qui

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#concorsone #docenti Intervista con Marco Lodoli che dimostra di non aver capito nulla

In questa intervista Lodoli plaude al concorsone dicendo che finalmente vi sarà una iniezione di giovani in questa scuola di vecchi che sembra “una bocciofila”. Premesso che lo svecchiamento non è necessariamente un valore nella scuola (di solito quando va in pensione un insegnante i genitori tremano al pensiero di chi può arrivare), il concorso, per come è congegnato, non solo non porterà a introdurre “giovani” (non nel senso comune del termine) ma certamente non lo farà in modo razionale, privilegiando le competenze didattiche.

Lodoli è probabilmente troppo occupato nella sua attività di scrittore e collaboratore di giornali etc. per conoscere i dettagli della vicenda, e parla per sentito dire. Meglio sarebbe che si concentrasse sulla sua attività di scrittore e lasciasse il posto a scuola ad uno dei tanti docenti bravi e dedicati che ci sono in giro.

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#concorso #scuola la protesta dei #precari

Concorsone, precari in rivolta
“Una truffa che ci mortifica”

di Salvo Intravaia su Repubblica.it

Con il richiamo al merito e ai giovani, spiega Flc Cgil, il ministero “dimentica il merito e i diritti di quanti finora hanno vinto concorsi, superato selezioni e si sono formati dentro e fuori dalle aule scolastiche”. Dure critiche alle prove con cui il ministero crede di inserire giovani e meritevoli. Due manifestazioni, il 21 e 22 settembre, una sola richiesta: ritirare il concorso

ROMA - Precari della scuola in rivolta contro il cosiddetto “concorsone” voluto da Profumo. Pronti a scendere in piazza il 21 e il 22 settembre. Due diverse manifestazioni, ma la richiesta è la stessa: ritirare il concorso. “Il governo  –  spiegano dalla Flc Cgil  -,  trincerandosi dietro i richiami al merito e ai giovani, vuole bandire un concorso nella scuola dimenticando il merito e i diritti di quanti finora hanno vinto concorsi, superato selezioni e si sono formati dentro e fuori dalle aule scolastiche”.

Domani, 21 settembre, la Flc Cgil scenderà in piazza in tutte le città italiane con presìdi davanti alle prefetture, assemblee aperte, eventi serali, sit-in. “I lavoratori precari della conoscenza, delle scuole, delle università, degli enti di ricerca, dei conservatori e delle accademie celebreranno il giorno del merito, iniziativa con cui vogliono ricordare i meriti e i diritti acquisiti di un’intera generazione di docenti e Ata, le competenze e le conoscenze, le esperienze e i progetti per una scuola migliore, di qualità”. Anche l’Anief critica il concorso.

Sabato 22 settembre saranno i coordinamenti autonomi dei precari della scuola e l’Usb a scendere in piazza per dire “No al concorso truffa”. Ma perché, nonostante gli 11.542 posti messi a disposizione per il concorso, i precari rispediscono al mittente l’invito del ministro Francesco Profumo? A spiegarlo è Maria Antonietta Assennato, precaria a Palermo. “I precari sono contrari al concorso perché hanno già in passato superato una o più procedure concorsuali, molto più selettive e molto più idonee (del nuovo concorso, ndr) a stabilire il livello di preparazione di un docente “, spiega la docente, con tantissima rabbia in corpo.
“In particolare  –  continua –  buona parte dei precari nelle graduatorie a esaurimento proviene dalle costose Ssis (le Scuole di specializzazione all’insegnamento secondario) di durata biennale, periodo durante il quale i futuri docenti hanno svolto 200 ore di tirocinio diretto in classe, oltre ad avere l’obbligo di superare i 25 esami previsti dal piano di studi. In pratica, un’altra laurea magistrale conquistata lavorando gratis per lo Stato in classe”.

I precari obiettano anche sulla possibilità che il concorso possa realmente reclutare insegnanti giovani e meritevoli. Secondo i precari, la probabilità che fra gli 11.542 neo insegnanti ci sia qualche giovane è ridotta al minimo. Il concorso è infatti riservato a coloro che sono già inseriti nelle graduatorie provinciali dei precari: supplenti già abilitati all’insegnamento e, in media, attorno ai 40 anni di età. Inoltre,  estendere il concorso ai laureati prima del 2003 “suona come una beffa per tutti i docenti che hanno già superato un concorso e che hanno maturato un certa esperienza in classe”. “Rischiamo  –  spiega ancora la Assennato  –  di immettere in ruolo, con criteri discutibili, persone che non mettono piede a scuola da quando si sono diplomate”.

Ma i precari hanno da ridire anche sul merito. “La prova preselettiva  –  aggiunge la Assennato  –  non ha nulla a che fare con l’insegnamento delle discipline e mortifica la professionalità acquisita dai docenti negli anni nelle scuole di tutta Italia”. Il quizzone a cui verranno sottoposti i partecipanti al concorso prevede 50 domande di logica, comprensione del testo, lingua straniera e informatica. Pensare infatti che precari ultraquarantenni laureati in Lettere non comprendano quello che leggono o che colleghi ingegneri o matematici non abbiano capacità logiche è come bocciare in pieno università, scuole di specializzazione secondaria e concorsi a cattedre.

“Infine  –  conclude la precaria, titolare di diverse abilitazioni e specializzazioni  –  la prova orale con la simulazione di lezione davanti a una commissione di tre persone ha le caratteristiche di qualcosa di grottesco e ridicolo, visto che molti precari ogni giorno vanno a fare lezione in classi di 30 e passa alunni, quelli veri”.

Ma il concorso non va giù neppure a coloro che sono inseriti nelle vecchie graduatorie dei concorsi banditi nel 1990, 1999 e 2000. Per molti di loro l’assunzione era a un passo, con le nuove graduatorie dei concorsi le vecchie liste decadranno e occorrerà ripartire da zero. La richiesta è chiara: mantenere lo status quo e “impiegare le risorse necessarie a espletare il concorso per immettere in ruolo tutti i precari nelle graduatorie.

(20 settembre 2012)

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#concorso #docenti Merito o Pasticcio? La seconda che ho detto!

Un rapido commento alla questione del “concorsone” 2012 per l’assegnazione di oltre 11 mila cattedre.

Esprimo un parere preliminare, non conoscendo i dettagli della intricata materia ed il mio punto di vista di cittadino e genitore con figli in età scolare.

Dire che tutti vorremmo in cattedra i migliori insegnanti è ovvio e banale. Quasi altrettanto banale è che vorremmo “espulsa” dal corpo insegnante gli incapaci/profittatori che sono al loro posto solo per ritirare lo stipendio. Sono una minoranza, ma esiste. In quasi tutte le classi frequentate dai miei figli ho visto accanto ad alcuni professori eccezionali e tanti tanti professori assolutamente “buoni”, alcuni incompetenti che nuocevano a colleghi e ragazzi. Spesso “protetti” da contatti politici e sindacali (grave errore del sindacato ed in particolare della scuola il difendere gli “indifendibili”) questi individui andrebbero allontanati dalla scuola.

Se concordiamo tutti, o quasi, sull’obiettivo del merito, molto meno ciò avviene nel momento di definire come tale merito viene misurato.

Può un quizzone azzerare o equivalere ad anni di pratica? Mi sembrano perfettamente condivisibili le proteste dei “precari” (alcuni dei migliori insegnanti che i miei figli hanno avuto erano precari) che lamentano un rimescolamento di carte che non aiuta a far emergere i migliori ma si trasforma in una lotteria (ad essere ottimisti).

Chi insegna da anni, ed ha, si badi bene, superato vari esami di formazione e abilitazione, dovrà superare un ennesimo test che nulla ha a che vedere con l’insegnamento. Ho in questa sede difeso più volte, pur con i suoi limiti, i test INVALSI. Non sono pregiudizialmente contrario ai test standard e, come nel caso dell’INVALSI, hanno una loro validità: non devono misurare la “cultura” ma certe “abilità”.

Lo stesso non può valere nel selezionare degli insegnanti, in particolare insegnanti che già esercitano da anni.

Il processo è inefficace in sè ed umiliante per chi vi deve passare. Inefficace perchè non adatto a selezionare i migliori e perchè, con tutta probabilità, si trascinerà per anni con ricorsi e controricorsi. Umiliante perchè tale è imporre un nuovo “esame”, per di più di questo tipo, a chi ha già passato vari (e spesso costosi) esami e filtri.

Non ho in questo momento soluzioni alternative definite. Sicuramente essendosi basati per anni sulle graduatorie queste non possono essere d’un colpo dimenticate. Essere “alto” in graduatoria non è condizione sufficiente per determinare la “qualità” di un docente. Si possono introdurre altri parametri, legati alla performance degli studenti (con meccanismi che normalizzino per situazioni di partenza diverse). Non è impossibile farlo.

Come genitori dobbiamo guardare con preoccupazione a queste vicende che impatteranno pesantemente sulla vita scolastica dei nostri figli con nuovi cambi di docenti.

Questi i primi pensieri. Continueremo a tenervi aggiornati e a “meditare” sulla vicenda

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#scuola #concorso #docenti Pronto il bando: montano le (giuste!) proteste

Salvo Intravaia per Repubblica

Concorsone, pronto il bando
Le novità su requisiti, prove e punteggi

Dopo gli ultimi aggiustamenti seguiti agli incontri con i sindacati, fissate le regole per il ritorno del concorso a cattedra, che saranno pubblicate lunedi prossimo. Parteciperanno, secondo il ministero dell’Istruzione, circa 160mila candidati per 11.542 posti. Ma c’è chi è pronto a ricorrere al Tar

ROMA - La grande attesa sta per finire: il bando che segna il ritorno del concorso a posti nella scuola, dopo quasi tre lustri di silenzio, sarà pubblicato lunedi prossimo, risultato degli aggiustamenti apportati e degli ultimi incontri con i sindacati, ma sono già emersi i dettagli in merito a requisiti d’ammissione e prove. Saranno circa 160 mila i partecipanti al “concorsone”, che si contenderanno 11.542 cattedre di ogni ordine e grado, sostegno compreso.  Ma c’è chi ha già pronto il ricorso al Tar per stoppare lo svolgimento della selezione.

REQUISITI DI AMMISSIONE. Per l’insegnamento nella scuola primaria e dell’infanzia saranno ammessi al concorso gli abilitati, i laureati in Scienze della formazione e anche i diplomati entro l’anno scolastico 2001/2002 che nel 2000 non hanno partecipato alle ultime selezioni. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, l’accesso alle prove sarà riservato a coloro che sono già in possesso di un’abilitazione all’insegnamento e ai laureati in possesso di un titolo di studio del vecchio ordinamento: conseguito entro l’anno 2001/02 per i corsi di studio quadriennali, 2002/03 per quelli quinquennali e 2003/04 per quelli di sei anni di durata. Come detto, il ministero ha stimato in 160 mila circa il numero dei potenziali partecipanti alla selezione.

PROVA PRESELETTIVA. E’ la maggiore incognita per coloro che hanno deciso di rimettersi in gioco dopo anni di precariato e supplenze, in giro per le scuole di mezza

Italia. Per risolvere il test di 50 domande a risposta multipla, i candidati avranno a disposizione 50 minuti. Il quizzone conterrà 18 domande di logica e un analogo numero di quesiti sulla comprensione del testo. Saranno 7 per ambito le domande di informatica e di lingua straniera, che per la scuola elementare sarà soltanto l’inglese. Per accedere alla prova scritta occorrerà totalizzare almeno 35 punti sui 50 previsti. La prova si svolgerà on line davanti a una postazione, presso una scuola o un’università, e sono previste più tornate. Infatti, ogni candidato avrà una batteria diversa di domande sorteggiata da un database di 3.500 quiz pubblicato sul sito del ministero dell’istruzione tre settimane prima della prova, prevista per fine ottobre.

PROVA SCRITTA. La prova scritta è prevista nel gennaio del 2013 e consisterà, illustra il bando, in una “prova semi strutturata con griglia nazionale di valutazione composta da una serie di quesiti a risposta aperta finalizzata a valutare la padronanza delle discipline, anche attraverso gli opportuni riferimenti interdisciplinari”. Per gli insegnanti della scuola primaria è prevista anche una prova “atta ad accertare la conoscenza della lingua inglese”. Saranno 40 i punti totali assegnati alla prova, superata se si totalizzano almeno 28 punti. Per le materie d’insegnamento che prevedono anche una di laboratorio, i punti destinati alla prova scritta saranno 30 e 10 quelli assegnati alla prova di laboratorio.

PROVA ORALE. La prova orale, secondo i piani del ministero, si svolgerà tra marzo e giugno, in tempo utile per ultimare l’intera procedura e assegnare i primi posti entro il 31 agosto 2013. “La prova orale ha per oggetto le discipline di insegnamento comprese nella classe di concorso e valuta la padronanza delle medesime da parte del candidato, la capacità di progettazione didattica, anche con riferimento alle Tic (le nuove Tecnologie per l’Informazione e le Comunicazioni, ndr) e agli studenti con bisogni speciali”. La prova è suddivisa in due momenti: una lezione simulata, della durata di 30 minuti, su una traccia estratta dal candidato 24 ore prima della prova stessa; un colloquio immediatamente successivo, anche questo della durata massima di 30 minuti, nel corso del quale verranno approfonditi i contenuti, le scelte didattiche e metodologiche della lezione simulata. Per i candidati in lizza per un posto alla scuola primaria è prevista una verifica in lingua inglese. Anche alla prova verranno assegnati 40 punti e anche in questo caso per superarla occorrerà totalizzarne almeno 28.

IMMISSIONE IN RUOLO E ABILITAZIONE. E’ senz’altro la novità meno gradita ai partecipanti non abilitati: riuscirà a conquistare l’abilitazione all’insegnamento soltanto chi rientrerà nel numero dei posti messi a concorso. Se, ad esempio, in una data regione sono stati messi a concorso 100 posti a cattedra per l’inglese al superiore, il 101mo classificato non otterrà nemmeno l’abilitazione, come avveniva in passato. Inoltre, i posti messi a concorso saranno garantiti dal ministero in uno o più anni: l’immissione in ruolo potrebbe avvenire in un solo anno, se si dovessero liberare i posti per effetto dei pensionamenti, oppure in più anni se i posti si dovessero liberare in due o tre anni.

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#scuola #concorso #docenti : Profumo peggio di Gelmini

Concorso per i professori: Profumo peggio di Gelmini

Marina Boscaino per Pubblico

Il Mef, con decreto 12/9/12, ha autorizzato il Miur a reclutare personale per 11.452 posti. Il famoso concorso (il cui bando verrà pubblicato il 24 settembre) annunciato con trionfalistico entusiasmo dal ministro dell’istruzione Francesco Profumo e dalla fantasiosa maggioranza che lo sostiene, PD compreso, configura un clamoroso dietrofront: quel numero di posti riguarda il reclutamento per gli anni scolastici 2013/14 e 2014/15.

Ogni 3 anni il ministero è tenuto a pubblicare preventivamente la programmazione di assunzioni a tempo indeterminato per il triennio seguente. Il documento cui fare riferimento, nel triennio vigente, è il DM 3/8/11 in cui l’allora ministro Gelmini prevedeva per ciascun anno scolastico – dal 2011/12 al 2013/14 – un massimo di 22mila unità di personale docente ed educativo per anno.

Il decreto MEF autorizza il Miur a mettere in concorso (e quindi a reclutare) la metà dei posti annunciati dalla Gelmini. Infatti la somma delle future assunzioni per concorso dei docenti, alle quali vanno aggiunte quelle che per legge devono essere effettuate dalle graduatorie ad esaurimento, dimostra che, nella realtà, Profumo sconfessa – ridimensionandole drasticamente – addirittura le cifre previste da Gelmini, destinate solo a coprire il naturale turn over.

«Altro che “svolta storica”, Profumo riesce nella difficile impresa di fare peggio della Gelmini. Il tutto, come sempre, sulla pelle dei precari, dei quali, come dimostrano gli stessi dati del ministero, la scuola continuerà ad aver bisogno per poter funzionare» sostiene Vito Meloni, responsabile nazionale scuola PRC-SE.

Già, i precari: ancora decine di migliaia di cattedre date a supplenza annuale, invece che a ruolo. E il precariato – esistenziale, oltre che lavorativo – si perpetua.

Saranno la loro manifestazione nazionale del prossimo sabato e l’assemblea del coordinamento nazionale per la Scuola della Costituzione che si terrà domenica a Roma a esprimere il totale dissenso con una gestione che non solo millanta credito, ma raffina ulteriormente le operazioni di taglio del governo precedente.

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Intevista parallela ai responsabili #scuola PD e PDL sul tema #concorso #docenti e #precari

Da OrizzonteScuola.it

Una intervista doppia realizzata da Fulvia Subania che mette a confronto le posizioni del PD e del PDL. Da un lato Francesca Puglisi (responsabile scuola del Partito Democratico) e dall’altro Elena Centemero (responsabile scuola del Popolo delle Libertà)

Per Francesca Puglisi il concorso va fatto dopo che le graduatorie siano esaurite e auspica uno stretto legame tra formazione e reclutamento dei docenti, al fine di evitare il ritorno del fenomeno del precariato.

Per L’On Elena Centemero le graduatorie devono confluire in albi regionali, separando formazione e reclutamento, quindi avviare concorsi per reti di scuole, non necessariamente a livello regionale.

Buona visione

 

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