Grammar schools are not just socially divisive – they’re deeply ineffective | Sam Freedman | Opinion | The Guardian

Interessante argomentazione, che mi ha convinto abbastanza anche se, istintivamente, partivo da opinioni opposte.

Una scuola di elite, elite intellettuale, discrimina necessariamente in base al censo. Per una piccola parte di “poveri ma bravi” che possono sfruttare questo “ascensore sociale”, ammesso che lo sia, molti di più ne vengono discriminati.  E quanto più bassa è l’età, quanto maggiore è la correlazione con il censo.

Ma, contrariamente alla credenza popolare, e anche a quello che io stesso sono portato a pensare, i sistemi scolastici “selettivi” sono meno efficaci ed efficienti di quelli inclusivi.

Quindi nessun buonismo e nessuna scelta ideologica egalitaria. Semplice pragmatismo. La scelta ideologica è quella di chi spinge verso un darwinismo scolastico controproducente.

A proposito di Grammar Schools, ne ha parlato anche Repubblica, ovviamente senza grandi approfondimenti. Il link è qui.

Ecco l’articolo del Guardian

 

Selective education harms the life chances of the poorest and is economically dangerous to the nation. It’s tragic that Theresa May wants more of them

Sorgente: Grammar schools are not just socially divisive – they’re deeply ineffective | Sam Freedman | Opinion | The Guardian

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Quelle inutili anzi dannose traduzioni greche e latine: Disaccordo totale con Bettini

No, per favore, non trasformiamo la versione, nella prova della maturità, in una melassa come è diventata la prova di italiano, non più un tema ma una macedonia di testi, analisi, commenti fonti…

Ovvio, 5 anni di liceo classico non sono solo la versione, ma questo si deve capire dalla prova di italiano, dal colloquio orale, che di per sè dovrebbe cercare collegamenti, sintesi, elaborazioni critiche. Io tornerei al semplice tema per l’italiano, figuriamoci se concordo con l’annacquare la versione!

Del resto, per come è fatta oggi e considerando che tutte le università hanno esami di ammissione, meglio abolire la maturità.

Sorgente: Quelle inutili anzi dannose traduzioni greche e latine – la Repubblica.it

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Le lezioni d’amore per il latino e greco – Il Sole 24 ORE

Non accade sempre, ma questa volta sono d’accordo al 100% con la Mastrocola.

Sia nello specifico quando respinge la proposta di Bettini di allargare la prova di maturità dalla mera versione a una macedonia di traduzione, commento (che del resto facevamo anche noi 35 anni fa), analisi del testo. CONCORDO, viene fuori una melassa come per la prova di italiano dove la traccia attuale è lunga quanto un tema svolto. Si chiedono (e quindi si devono praticare) vari esercizi, questo e aus’altro e ogni anno, ad ogni di riforma del genere, i ragazzi escono più ignoranti, nl senso di essere sempre meno in grado di scrivere un testo di senso compiuto.

Sono d’accordissimo, e l’ho detto anche nel mio ultimo post, anche sulla critica al “facile e divertente” come uniche bussole per orientare programmi e attività.

 

Si deve ancora studiare latino e greco oggi a scuola, su questo siamo d’accordo. Ma in che modo? Maurizio Bettini ha scritto un articolo illuminante

Sorgente: Le lezioni d’amore per il latino e greco – Il Sole 24 ORE

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La scuola non è un attimo fuggente – Christian Raimo – Internazionale

Dissento al 90% nel merito e nel tono, e penso che l’autore abbia completamente sbagliato bersaglio. Carica a testa bassa contro dei mulini a vento, criticando tesi e posizioni che non esistono.

Premessa: concordo al 100% con lui che l’apprendimento non può essere, sempre, facile e non può essere, sempre, divertente. Anche io quando sento “imparare divertendosi” metto mano alla fondina. Come per lo sport, gli allenamenti non possono essere divertenti, soprattutto nella preparazione di base. Giri di campo, addominali, flessioni. Poi con certi esercizi le cose migliorano e con le partitelle, anche se faticose, ci si diverte. Lo stesso per lo studio. No pain no gain, direbbero gli anglosassoni (tanto per mostrare che anche avendo fatto il classico si possono conoscere le lingue).

NON CONCORDO con l’interpretazione del professore nel film L’attimo Fuggente. Studiare non può essere sempre divertente, ma deve avere un significato. Dobbiamo accendere la passione per la conoscenza. Così come grazie alla passione per la montagna si affronta di buon grado freddo e fatica.

Anche da noi troppi professori, oggi spesso per mancanza di preparazione, si limitano ad uno studio meccanico, freddo, insignificante, privo di senso. Le materie, umanistiche e scientifiche, devono vivere! Non devono essere facili, ma devono avere un senso.

Oggettivamente, per degli adolescenti, la teoria dell’area della poesia su un asse cartesiano, è una stronzata, ammesso che non lo sia in assoluto.

Trovo sbagliata oltre che ingenerosa la critica ai “compiti per le vacanze” di Catà. I compiti per le vacanze non intendono e non possono per definizione sostituire l’apprendimento “normale”. Non a caso, per quanto lunghe, le vacanze durano 3 mesi e l’anno molto di più. Giustissimo quindi approfittare di questo “otium”, nel senso più squisitamente latino non di non far nulla ma di dedicarsi a attività costruttive e piacevoli DIVERSE da quelle cui si è tenuti durante l’anno.

Diciamo quindi che, su questo, l’autore dell’articolo “non ha capito un cazzo”, per dirla in francese. Se lo ha fatto per avere uno spunto polemico o perchè proprio non ha capito, non so e non mi interessa.

 

Ho fatto la maturità nel 1993. Pochi anni prima era uscito quello che a oggi può essere considerato il più celebre film sulla scuola, L’attimo fuggente, che aveva generato molti entusiasmi e dato vita a mille dibattiti. Ma contiene una delle scene più violente e antieducative che io abbia mai visto. Leggi

Sorgente: La scuola non è un attimo fuggente – Christian Raimo – Internazionale

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Perché, da Oxford, difendo lo studio del latino, che in Italia molti vorrebbero abolire – Il Libraio

Argomenti largamente condivisibili. Da dire, tuttavia, che il latino non è per tutti. E purtroppo si sta perdendo, in Italia, la capacità di insegnarlo. Per esperienza dei miei figli sono sempre gli insegnanti che sanno, dopo solide basi, passare alla parte migliore dell’analisi dei testi e dello studio della letteratura.

Troppi, per incapacità e insicurezza, continuano ostinatamente in uno studio sterile delle forme linguistiche, dettagli grammaticali insulsi, esercizi noiosi quanto inutili.

Perché, da Oxford, difendo lo studio del latino, che in Italia molti vorrebbero abolire di Nicola Gardini | 29.07.2016″Conoscere il latino è importante quanto conoscere la riproduzione delle cellule o la fisica quantistica… Il latino è il codice genetico dell’Occidente; se vogliamo, pure il suo sistema immunitario, ovvero, per rimanere nella metafora biologica, la fonte prima del principio di identità. Eppure in Italia si trovano ancora individui, a cominciare dai politici, che lo vorrebbero abolire…”. Su ilLibraio.it l’appassionato intervento del professor Nicola Gardini, che insegna a Oxford, dove crescono ogni anno gli studenti interessati a questa lingua…Ho deciso di scrivere questo libro, Viva il latino, per esprimere la mia gratitudine e la mia ammirazione crescente verso una lingua che non solo mi ha aiutato e tuttora aiuta a vivere, ma che ritengo essenziale per la felicità di tutti. Pertanto, volevo anche difendere il latino dagli attacchi e dalle critiche irresponsabili di molti, che parlano per pura ignoranza sia del latino sia delle grosse questioni che lo studio del latino comporta: la missione del sapere umanistico, il rapporto tra le scienze cosiddette esatte e le scienze storiche, i concetti stessi di sapere e di formazione, l’idea di utilità, la funzione della cultura nello sviluppo della vita civile, i doveri della scuola, il posto della tradizione nel presente.Il latino (intendo la grande letteratura scritta in questa lingua) è una scienza immensa, che ha per oggetto principale la mente e le capacità espressive dell’essere umano. Nel latino si è formato il sistema intellettuale ed emozionale del mondo in cui ci troviamo. Il latino è il codice genetico dell’Occidente; se vogliamo, pure il suo sistema immunitario, ovvero, per rimanere nella metafora biologica, la fonte prima del principio di identità. Eppure in Italia si trovano ancora individui, a cominciare dai politici, che lo vorrebbero abolire. Questi, per una distorta, presuntuosa idea di attualità, non sanno che il latino è uno dei vanti del sistema scolastico italiano.Grazie al latino (e al greco) la formazione secondaria italiana, a confronto con quella di molti paesi europei e degli Stati Uniti, può senz’altro dirsi un esempio di pedagogia avanguardistica. Non ci si potrà mai rallegrare a sufficienza di aver offerto a generazioni di giovani il privilegio di crescere umanamente e intellettualmente sui magnifici testi di Cicerone, di Virgilio, di Seneca e di altri antichi.I nemici del latino, tra l’altro, non tengono minimante conto del fatto che ai giovani il latino piace. I giovani, quando non sono impediti dalle circostanze e se guidati da insegnanti capaci e appassionati, sono aperti alle avventure più impegnative dell’intelligenza. Sono gli adulti i pigri e i disfattisti, quelli che cercano ragioni laddove la ragione è la cosa stessa. Quanti tra i miei lettori tornano al latino appunto per sentirsi giovani!Vorrei far notare che in un’università come quella di Oxford, dove io insegno, il latino attira ogni anno più studenti, dei quali solo una minoranza troverà impiego nel sistema scolastico o accademico. Conosco vari classicisti che lavorano alla City o che, seguito un corso integrativo, hanno preso la strada della politica o dell’avvocatura. In Italia la curiosità per il latino si è assopita, purtroppo, sotto una coltre di ceneri, alimentata da assuefazione, noia istituzionalizzata, preconcetti, diffidenza verso la complessità e la bellezza dell’interpretare, demagogia. Ma credo che basti soffiarci sopra con un po’ di buona volontà perché i tizzoni riprendano ad ardere. Io proporrei anche di diffondere corsi di latino fuori della scuola. Perché uno può studiare l’inglese o anche il cinese, e non il latino? Io stesso già più di vent’anni fa tenevo corsi serali di latino alla New School di New York. Il mio pubblico era fatto della gente più varia: artisti sotto i trenta, madri di famiglia, qualche uomo di mezza età. Volevano incontrare l’antichità, confrontarsi con la grande cultura di Roma. Dopo un anno traducevamo già passi dell’Eneide.Conoscere il latino è importante quanto conoscere la riproduzione delle cellule o la fisica quantistica. Molti non sanno nulla neppure di queste faccende. Però nessuno si sogna di contestarne l’importanza, perché le ritiene scienze di oggi, mentre il latino è roba passata. Pregiudizi. Non sanno che la fisica e la biologia sono a loro volta costruzioni storiche tanto quanto il latino. Qualunque studio, pur nella sua pretesa di assolutezza, è inevitabilmente rivolto all’oggi. Il caso dell’archeologia mi sembra illuminante: quello che salta fuori dallo scavo entra in contatto con un tempo diverso. Donde la necessità di capire il reperto, ricollocarlo nel suo contesto, usarlo per capire che cosa è avvenuto tra il suo tempo e il nostro.Bisogna accettare che l’oggi è fatto di ieri, di moltissimi ieri. Il mazzo che vedi dall’alto non è solo la carta che sta in cima. O non c’è partita.

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LA SCUOLA CAPOVOLTA – sacrosanta critica alla sua esasperazione

Condivido in toto, anche in quanto conosco direttamente OVO, oltre a vedere i limiti di un metodo che, come tutti, ha i suoi aspetti positivi, i suoi ambiti di applicazione, ma anche i suoi limiti.

Non ci sono soluzioni semplici, immediate e definitive per nulla.

—-

Il mio articolo sui poteri dei presidi contiene un cenno critico alla flipped classroom che non è piaciuto ai sostenitori della metodologia: sono stato perfino espulso dal gruppo Facebook Docenti Virtuali. Cosa che, se non mi toglierà il sonno, un po’ mi sorprende, sia perché mi figuro dei d

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Yale Students Demand Resignations from Faculty Members Over Halloween Email – FIRE

Interessante articolo su come l’attnzion vrso il “political correct”, la “safety” etc. siano andati oltre il limite del buon senso

 

Tensions at Yale University hit a boiling point yesterday after an email about Halloween costumes created a week-long controversy on campus. Students called for the resignation of Associate Master of Silliman College Erika Christakis after she responded to an email from the school’s Intercultural Affairs Council asking students to be thoughtful about the cultural implications of their Halloween costumes. According to The Washington Post, students are also calling for the resignation of her husband, Master of Silliman College, Nicholas Christakis, who defended her statement. FIRE President and CEO Greg Lukianoff recorded video of students confronting Nicholas Christakis yesterday in the …

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