Prove Invalsi: Un tema sempre “caldo”

Sulle prove Invalsi mi trovo spesso a discutere e ad essere, in minoranza, in disaccordo con le persone con le quali mi trovo, per molteplici altri temi, sostanzialmente d’accordo.

Non ho la minima simpatia per la Gelmini, per il suo ministero e per il suo governo in generale, e capisco che ogni cosa che “venga” da lì sia accolta con uno scetticismo e diffidenza di partenza. Detto ciò occorre guardare nel merito delle cose. In sintesi a mio avviso la questione è:

– Se vogliamo migliorare la scuola occorre misurare i progressi degli alunni in modo “standard” su tutto il territorio nazionale

– Test quali l’INVALSI, modellati sul SAT americano o altri simili, sono l’unico modo

– Sicuramente i contenuti e, soprattutto, le modalità di somministrazione dell’INVALSI sono (molto) perfettibili, ma il concetto è valido. Occorre lottare per migliorarli non per boicottarli. Non va fatto soprattutto l’errore (vero o strumentale) di pensare che i test rappresentino l’unico obiettivo e l’unico parametro. E’ OVVIO E BANALE dire che la cultura non si misura con i test. Infatti i test non servono a misurare la cultura ma le capacità di ragionamento ed altri “strumenti” base.

– La valutazione di insegnanti e scuole non sarà e non dovrà essere basata sui soli risultati INVALSI, ma che ci debba essere è fuor di dubbio. E alla valutazione (complessiva) dovranno seguire conseguenze positive (promozioni, amumenti) per chi va bene e “negative” (quanto meno “non promozioni”, “non aumenti” ) per chi va male. SOlo così miglioreremo la scuola e ridaremo dignità ed il giusto riconoscimento, anche economico, ai tanti bravi e dedicati insegnanti che oggi lavorano “per passione”, ricevendo un trattamento identico ai colleghi “fancazzisti” (Detesto pure Brunetta, e mi spiace usare il termine, ma che ci siano, anche da noi, lo sappiamo tutti)

Concludendo credo che ci sia molto da fare per migliorare l’INVALSI nei suoi contenuti e nel modo in cui viene gestita la sua “somministrazione”. Su questo ci si dovrebbe a mio avviso concentrare (ed “incazzare”) piuttosto che rigettarla in toto. Qui di seguito, come pura documentazione, un articolo de La Stampa:

La_Stampa_Invalsi

 

1 Commento

Archiviato in Italiano, Scuola

Una risposta a “Prove Invalsi: Un tema sempre “caldo”

  1. Maresa Berliri

    Questo post di Andrea mi trova stra-d’accordo. La valutazione della qualità della scuola è una grande questione nazionale. I test invalsi sono un modo per avere una prima base di informazioni. Altri parametri potrebbero essere aggiunti e sui quali sarebbe necessario discutere, con mente aperta. Ci potrebbero essere metodologie di valutazione più partecipate, con il concorso di docenti, genitori e alunni. Anche i voti alla fine dell’anno potrebbero essere considerati un indicatore (il voto non riguarda solo l’alunno, ma come mi diceva una mamma professoressa qualche giorno fa, esso misura anche le capacità e l’impegno del professore). Un altro indicatore – come mi pare faccia la Fondazione Agnelli – è l’esito successivo alla fine della scuola (quanti sono andati all’università; quanti hanno trovato lavoro; quanti hanno abbandonato). Sarebbe veramente ora che ci si interrogasse seriamente – e senza barriere ideologiche o chiusure per partito preso – su come valutare la scuola e su come migliorarne la qualità.

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