5 per mille alle scuole (o ONLUS collegate): una opportunità da cogliere

Riporto un articolo del Sole24 ore del 7 giugno 2011 sul 5 per mille alle scuole. Il tema è emerso in una passata riunione del consiglio di istituto e intendo spingere affinchè si valuti concretamente e, se del caso, si implementino le azioni necessarie a consentire anche al Belli di utilizzare questa fonte di finanziamento.

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Scuole a caccia del 5 per mille, 809 istituti si sono iscritti nelle liste dei potenziali beneficiari

di Valentina Melis e Claudio Tucci

Scuole all’attacco del cinque per mille. Sono 809 gli istituti pubblici e privati che si sono iscritti, quest’anno, nelle liste dei potenziali beneficiari della quota dell’Irpef che sarà devoluta dai contribuenti con la dichiarazione dei redditi. Sono per la maggior parte scuole dell’infanzia private, ma compaiono anche una trentina di istituti statali.

Per la precisione, 10 istituti comprensivi, sei scuole elementari, sei medie, sei superiori. E siccome l’elenco in questione, tenuto dall’agenzia delle Entrate, dovrebbe ospitare solo organizzazioni di volontariato, Onlus, associazioni di promozione sociale, associazioni e fondazioni che operano nei settori di attività delle Onlus, la scorciatoia scelta dagli istituti per accaparrarsi i fondi è quella di costituire associazioni o comitati di genitori, o associazioni di «amici» di questo o di quell’istituto.

Non mancano, però, le scuole statali che si sono iscritte direttamente, con il loro nome. E quelle che fanno appello ai contribuenti, per far fronte alla carenza o ai ritardi nell’erogazione dei fondi statali. Come il Liceo classico-scientifico «Scotti-Einstein» di Ischia, 1200 studenti, che sul suo sito internet invita i navigatori a donare il cinque per mille all’istituto. E il preside Gianpietro Calise ammette di «sperare molto» in queste risorse. Così, se il ministero dell’Istruzione bandisce la richiesta di contributi “volontari” alle famiglie e annuncia di aver aumentato di 685 milioni nel 2010/2011 le risorse per le scuole pubbliche, Pietro Ciulla, preside dell’Istituto tecnico-professionale «Ferrigno», di Castelvetrano (Trapani), 630 alunni, fa sapere che quest’anno, per la mancanza di fondi, «non sono state fatte neanche le gite scolastiche». Stefania Senni, dirigente del liceo scientifico Avogadro di Roma, 1039 studenti, racconta di essere alla ricerca di sponsor privati per ristrutturare, assieme alla provincia di Roma, la palazzina dove ha sede l’istituto.

E Romolo D’Antonio, dirigente dell’Istituto comprensivo statale di Oggiono (Lecco), 1200 alunni, oltre a chiedere ai contribuenti il 5 per mille dell’Irpef, racconta: «Da qualche anno, per raccogliere fondi, organizziamo una lotteria. I biglietti costano un euro e gli alunni battono il territorio, perché premiamo la classe che ne vende di più. L’obiettivo di quest’anno è venderne 9mila». Ma quanto possono ricavare le scuole dal 5 per mille? Nel 2009, in testa agli istituti, si è piazzata l’associazione genitori della scuola potenziata «Locatelli» di Bergamo, che si è aggiudicata 12.445,70 euro

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