Classifica scuole: ricerca Fondazione Agnelli su scuola e università

Riporto qui sotto l’articolo del sito dell’Associazione Dirigenti Scolastici. E’ prevista per oggi la pubblicazione sul sito della Fondazione Agnelli delle graduatorie delle scuole per Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Calabria, ma ancora non è disponibile. Tenete monitorato il loro sito (http://www.fga.it ). Peccato l’analisi non comprenda Roma ed il Lazio.

Valutare la qualità delle scuole superiori attraverso i risultati dei loro diplomati immatricolati negli atenei italiani

Da mercoledì 4 aprile sul sito le graduatorie delle scuole del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia Romagna e della Calabria

La Fondazione Agnelli ha reso pubblica in questi giorni un’indagine relativa alla valutazione delle scuole superiori di Piemonte, Lombardia, Emilia e Calabria dal punto di vista della loro capacità di preparare agli studi universitari. Ne hanno dato notizia i principali quotidiani nazionali, alcuni dei quali hanno anche pubblicato o stanno per pubblicare ampi inserti a livello regionale (Corriere della Sera del 2 aprile per la Lombardia, La Stampa del 3 aprile per il Piemonte,La Repubblica Ed. Bologna del 4 aprile per l’Emilia Romagna).

L’indagine ha riguardato i risultati di profitto e rendimento agli esami universitari di oltre 145.000 diplomati che si sono immatricolati e hanno frequentato il primo anno accademico. L’obiettivo è andare a vedere a ritroso da dove provengono e quali sono le scuole che li hanno preparati meglio.

Le principali conclusioni sostanzialmente comuni alle regioni considerate, pur nelle grandi differenze, sono tre:

1.      emerge la buona qualità della formazione fornita dagli istituti tecnici, se valutata in termini di effetto scuola;

2.      emerge un effetto provincia: gli studenti dei piccoli centri hanno in media performance universitarie migliori rispetto ai grandi centri urbani;

3.      nonostante la presenza di alcune realtà di chiara eccellenza, la performance della maggior parte delle scuole non statali è deludente rispetto a quelle statali.

Da mercoledì 4 aprile le graduatorie delle quattro regioni saranno disponibili online su questo sito, con i documenti di sintesi che illustrano finalità e metodologia dell’indagine.

 

Scuole superiori della Lombardia: ecco quelle che «formano» meglio

Studio della Fondazione Agnelli istituto per istituto sulla base dei risultati universitari delle matricole

Corriere della Sera –  3 aprile 2012 – Federica Cavadini

MILANO – Se una scuola superiore si misura dalla performance universitaria dei suoi diplomati, prendere nota. C’è una classifica appena confezionata da consultare e valutare. Per compilarla sono stati «pesati» migliaia di studenti diplomati nelle scuole lombarde e iscritti agli atenei di tutto il Paese. Sono stati presi tempi, voti e crediti, per ricostruire la carriera del loro primo anno di università. Perché, è questa la tesi dei ricercatori, chi parte bene ha avuto buone basi. I risultati degli universitari come prova qualità dell’istituto che hanno frequentato: così la Fondazione Giovanni Agnelli ha stilato la sua classifica delle migliori scuole statali e paritarie.

LA CLASSIFICA – Un elenco di 453 nomi, fra licei e tecnici, esclusi dalla ricerca soltanto i professionali (che preparano anche ad un ingresso diretto nel mondo del lavoro). Si apre con un piccolo istituto gestito dalle suore a Desio e si chiude con un’altra scuola tecnica privata di Busto Arsizio, passando per istituti e licei storici delle grandi città e piccoli diplomifici. Con qualche sorpresa, come due storici licei classici milanesi, Manzoni e Parini, che non si piazzano nel gruppo dei primi cinquanta. E molti spunti che saranno occasione di confronto. C’è la partita licei-tecnici, che finisce ex aequo. Basta guardare la top ten, una coabitazione in perfetta parità. Dimostra che non c’è un’istruzione di serie B e che il liceo non è il percorso obbligato per l’università.

LA PROVINCIA – E c’è la rivincita delle scuole di provincia che scavalcano prestigiosi istituti delle metropoli, con Milano che occupa (solo?) tre delle prime venti posizioni e piazza in alto il liceo scientifico Volta, che è sempre una certezza ma arriva dopo scuole di Desio, Lecco, Merate, Mantova e Busto Arsizio. Anche la prima in classifica non è un maxi istituto di città. È una paritario di Desio, la «Paola di Rosa», che sul web si presenta come una «comunità educante di genitori, docenti, educatori e suore. Al servizio dell’educazione dei giovani dal 1896». L’istituto tecnico delle suore ha diplomato generazioni di ragionieri, ma quelli «misurati» dalla Fondazione Agnelli, tutti iscritti a Economia e commercio in Cattolica, sono stati gli ultimi.

DESIO – La scuola modello di Desio all’indirizzo tecnico ha dovuto rinunciare, continua nella missione formativa soltanto con elementari, medie e un professionale: «Qualche anno fa ci siamo arresi al calo delle iscrizioni, avevamo classi da dieci alunni – racconta suor Alice -. Le famiglie ci chiedevano il liceo o la scuola professionale e il collegio ospitava già quella triennale della Regione, che è gratuita e adesso offre anche quarto e quinto anno. Li portano loro i nostri studenti all’università». I bei voti dati e presi dalla scuola paritaria prima in classifica sono però in controtendenza rispetto al bilancio finale dell’indagine.

LE «PRIVATE » – Gli autori parlano di «performance deludente delle scuole non statali». Nella parte alta della classifica, prime venti posizioni, di paritarie ce ne sono due e per trovarne altre due bisogna scendere fino alla scuola numero cinquanta. I licei statali stravincono e lasciano indietro i diplomifici ma anche scuole e collegi prestigiosi e ultracentenari, compresi San Carlo, Marcelline e Orsoline. Una possibile spiegazione, la fornisce il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Colosio: «Ci sono ottime scuole paritarie, compresi molti istituti religiosi, che preparano studenti per le migliori università straniere, questi ragazzi però non sono stati valutati quindi le loro scuole risultano penalizzate». «È un limite di quest’indagine – sostiene il dirigente dell’Usr – . E anche valutare un istituto sulla base dei voti delle matricole è un po’ un’acrobazia». Però, «è giusto promuovere il tema della valutazione. E gli spunti della ricerca sono interessanti. Noi faremo le nostre riflessioni».

L’INDAGINE – «Fornire nuovi elementi a chi decide le politiche della scuola era uno degli obiettivi», hanno spiegato gli autori. Ma l’indagine è destinata anche alle scuole. E soprattutto è stata pensata per studenti e famiglie, «che troveranno uno strumento di orientamento per la scelta delle superiori». Due le classifiche disponibili. «La prima isola il solo contributo della scuola nella preparazione dello studente – dice Marco Gioannini, nel team dei ricercatori -. Il ranking finale invece prende in considerazione anche fattori esterni come le caratteristiche dei ragazzi, il contesto del territorio e la provenienza socio culturale di chi frequenta la scuola». E nel misurare il successo delle matricole (basandosi su profitto e velocità) è stato considerato che non tutti gli atenei e non tutti gli indirizzi di studi hanno la stessa complessità, e che ci sono atenei più o meno generosi.

IL CAMPIONE – Gli studenti lombardi osservati nell’indagine sono 65 mila e ormai saranno laureati perché la ricerca è stata svolta sui dati dell’Anagrafe nazionale studenti universitari e quelli più recenti sono del 2007/2008 e dell’anno accademico successivo. La classifica si riferisce quindi all’offerta delle scuole nel 2006. Non è una fotografia scattata oggi. «Ma – sostengono gli autori – è un valido esercizio di valutazione».


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