Contro il dimensionamento scolastico 3000 genitori ricorrono al Tar

Riporto questa notizia, già anticipata nelle settimane scorse sui media locali.

20 Aprile 2012

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del ricorso al Tar promosso da circa 3000 genitori delle scuole romane, scesi in campo contro la Delibera n.42 del 3 Febbraio 2012 sul dimensionamento delle scuole, approvata dalla Regione Lazio. Presenti oggi presso la Sala Placido Martini di Palazzo Valentini, a presentare il ricorso, il presidente della Commissione Provinciale Scuola, Paolo Bianchini, insieme al consigliere Marco Palumbo e al vicepresidente del Consiglio del IV Municipio, Riccardo Corbucci.

“Si tratta di un provvedimnto illegittimo”, spiega l’avvocato Anna Barone, rappresentante del pool di legali che stanno seguendo gratuitamente il ricorso, “le scelte di accorpamento e smembramento delle scuole ricorrenti sono contrarie alla logica e violano i principi della continuità didattica”.

LE SCUOLE CHE HANNO ADERITO. A firmare il ricorso molti genitori degli istituti comprensivi Simone Renoglio, viale Adriatico, Angelo Mauri, nel IV Municipio. Il ricorso sarebbe stato sostenuto anche dalle raccolte firme dei genitori della scuola primaria Gino Capponi (XV Municipio), del circolo didattico Ugo Bartolomei (II Municipio), del liceo artistico De Chirico (X Municipio) e della Donatello (VIII Municipio). “Dispiace vedere la delusione e la rabbia di tanti genitori che si trovano costretti a ricorrere al Tar contro un provvedimento irrazionale”, ha commentato Bianchini, “la Provincia aveva fatto la sua parte attivando un lavoro di ascolto e accogliendo richieste, modificate invece dal piano regionale. Ora sarà il Tar a decidere se la Regione aveva o meno il potere di cancellare il lavoro fatto dalla Provincia”.

Marzia Maccaroni, presidente del Consiglio d’istituto dell’Ic di viale Adriatico, racconta la situazione della sua scuola: “Noi siamo un istituto Montessori e questo piano ci ha accorpato una scuola elementare che ha metodo tradizionale. Questo crea confusione nella didattica. Questo piano sembra sia stato fatto solo con la calcolatrice, senza tener conto dei bambini”. Silvia Di Stefano, dell’istituto comprensivo Renoglio, ha aggiunto: “Il nostro istituto è stato soppresso con la delibera regionale e i due plessi di Castel Giubileo e Settebagni sono stati accorpati uno a un istituto di Colle Salario e un altro a Cinquina. Il problema è che il nostro territorio è completamente scollegato da quello di Cinquina e questo crea grandi difficoltà. Se un insegnante, ad esempio, ha tre ore in un plesso e tre ore in un altro, ci mette un’ora a muoversi. La stessa cosa vale per una famiglia non automunita. Inoltre con questo dimensionamento faranno morire la nostra scuola media, Ungaretti”.“

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