“Vai male a scuola”, e lo caccia di casa

Atto estremo e sproporzionato e condannabile, ma……non sono peggio i genitori che giustificano difendono e proteggono i figli a fronte dei peggiori comportamenti?

Questo povero bambino certo non meritava una punizione. Di certo nessun bambino di 10 anni merita una punizione di quel tipo (che punizione non è ma abbandono di minore).

Ma, a meno che non emerga che si tratta di una spiacevole conseguenza dei problemi coniugali, questo conferma come permanga maggiormente nelle fasce meno privilegiate, l’impostazione dei nostri genitori. Quelli che se arrivavamo a casa con un brutto voto se la prendevano con noi e non con l’insegnante!

“Vai male a scuola”, e lo caccia di casa
abbandonato a 10 anni sotto la pioggia

E’ accaduto a Milano: il bambino riconosciuto da una docente della sua scuola che ha avvertito
la polizia. La madre, nonostante la presenza degli agenti, ha rifiutato di accoglierlo: denunciat

In lacrime, sotto la pioggia, lasciato solo in pigiama in mezzo alla strada. Uno studente delle scuole elementari di appena dieci anni è stato cacciato cacciato fuori di casa dalla madre perché, a giudizio della donna, andava male a scuola. Il bimbo e’ stato trovato in via Amoretti. Piangeva riparandosi dall’acqua alla fermata dell’autobus, proprio di fronte all’appartamento della sua maestra, Adele, di 45 anni. A riconoscerlo è stata un’altra insegnante della stessa scuola, che ha chiamato subito la collega per avvisarla della presenza del suo allievo. Immediato l’intervento di una volante della polizia, che ha denunciato la madre, una peruviana incensurata e regolare di 35 anni, per abbandono di minore.

“L’ho cacciato fuori di casa perché va male a scuola, così impara”, ha detto la donna agli agenti quando si sono presentati con il figlio nell’appartamento, a pochi passi dalla scuola e dal luogo del ritrovamento. La peruviana non ha mostrato la minima preoccupazione di fronte al figlio ancora in pigiama. E anzi, senza ritegno, ha risposto in malo modo ai poliziotti che le chiedevano spiegazioni, tanto da rifiutare di nuovo il figlio.

Come ricostruito dalle volanti, alla scuola elementare frequentata dal bimbo era in programma un’assemblea tra genitori e insegnanti. La madre, che non avrebbe potuto parteciparvi, si era comunque soffermata con la maestra alla fine delle lezioni. “E’ un bambino introverso, alti e bassi a scuola, ma è del tutto normale”, avrebbe detto l’insegnante alla mamma

ripetendolo poi agli agenti. Nonostante questo, al suo ritorno la peruviana ha deciso di spedire il figlio fuori di casa senza discussioni. E’ stato proprio il piccolo, di fronte alla repulsione della madre, a spiegare agli agenti che il padre non vive più con loro, ma alloggia a casa della sorella. La polizia, in accordo con il pm dei minori, ha deciso quindi di affidare il bambino alla zia. Con la madre vive ancora il secondo figlio, che ha due anni.

La Repubblica, 20/04/2012

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