TAR Lazio Respinge tutte le sospensive esaminate ieri, escluso quella del Convitto Nazionale

Da La Repubblica

Scuola, confermato dal Tar piano dimensionamento Lazio

Accolto solo il ricorso del ‘Convitto Nazionale Regina Margherita’ di Roma. Per il tribunale “la disciplina che li regola è diversa da quella deglia ltri istituti rispetto all’autonomia delle istituzioni scolastiche”

Resta confermata la delibera della regione Lazio sul Piano di dimensionamento delle Istituzioni scolastiche per l’Anno scolastico 2012/2013. Lo ha deciso la I sezione ter del Tar del Lazio decidendo con ordinanza una serie di richieste sollecitate con 8 ricorsi proposti. Accolta (con conseguente sospensione di parte del Piano) solo quella del ‘Convitto Nazionale Regina Margherita’ di Roma; per il Tar, la disciplina che li regola è diversa da quella delle altre scuole rispetto all’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Accogliendo la richiesta di sospensione del Piano di dimensionamento scolastico nel Lazio proposta dal ‘Convitto Nazionale Regina Margherita’ di Roma e da una serie di genitori e docenti, il Tar ha ritenuto che i Convitti nazionali ”sono disciplinati da una legge che prevede un trattamento particolare rispetto all’autonomia delle Istituzioni scolastiche” per quanto riguarda il loro accorpamento con altre strutture scolastiche. Per questo ha accolto l’istanza cautelare proposta sospendendo la delibera regionale relativamente al solo Convitto ricorrente. Cosa diversa per gli altri ricorsi proposti.

PRESIDIO AL TAR CONTRO IL DIMENSIONAMENTO

Rispondendo alle censure proposte dal comune di Sora e da alcuni genitori in merito alla carente motivazione alla base di alcuni accorpamenti scolastici, il Tar ha sostenuto che ”Il piano di dimensionamento delle Istituzione scolastiche

– si legge nelle ordinanze – ha natura di atto generale a contenuto pianificatorio e come tale sottratto all’obbligo di motivazione”, nonché che ”non ricorrono, nel caso di specie, peculiari ed eccezionali circostanze che consentono di derogare a tale postulato”. L’effetto è stato quello di non accogliere le richieste dei ricorrenti. Respinte anche le richieste di sospensione del Piano avanzate dal ‘Convitto Nazionale Tullianò di Arpino e da genitori di bambini frequentanti le scuole del V Municipio di Roma. Per il Tar non ricorrono i presupposti utili per la concessione della sospensione ”in quanto dagli elementi di valutazione acquisiti non emergono profili che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso, considerato anche che il ricorso non risulta essere stato correttamente notificato all’Amministrazione regionale”. Il fatto che ”non appare adeguatamente comprovata la sussistenza del pregiudizio grave ed irreparabile prescritto dalla legge” ha portato a respingere le richieste del comune di Frosinone; e il fatto che ”le deduzioni rassegnate appaiono adeguatamente contraddette dalle parti evocate in giudizio” (ovvero Regione Lazio, Comune di Roma e Ministero dell’Istruzione) ha portato a respingere anche le richieste dei genitori di alunni che frequentano scuole del IV Municipio di Roma.

(25 maggio 2012)

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