#scuola #dimensionamento Cosa succede adesso nel Lazio? Articolo di Repubblica

La Pisana è a un bivio
congelare il piano o andare avanti

Gli scenari possibili dopo la bocciatura del piano. Tutto come prima oanno in stand-by? Genitori edocenti fra dubbi eansie

di SARA GRATTOGGI

La domanda che tutti si pongono, a cominciare dai genitori, è: “E ora cosa succederà?”. Gli scenari che si aprono, dopo la sentenza della Consulta, sono essenzialmente due. Il più probabile, vista la posizione della Regione, è che l’attuale piano di dimensionamento  –  e cioè quello approvato lo scorso febbraio  –  resti in vigore, senza subire modifiche: “Se decidessimo di rifarlo da capo o di bloccarlo a questo punto dell’anno, le scuole rischierebbero di non aprire a settembre perché gli organici sono già stati definiti sulla base degli istituti comprensivi da noi creati” spiega l’assessore regionale all’Istruzione Gabriella Sentinelli.

E anche le voci che giungono dal dicastero di viale Trastevere sembrano confermare quest’ipotesi: l’immensa macchina organizzativa ministeriale, che muove circa un milione di docenti in tutta Italia, viene paragonata a una portaerei, che ha bisogno di un largo anticipo per effettuare le proprie manovre e garantire così il regolare svolgimento dell’anno. Resta aperta, però, la possibilità di apportare modifiche al piano di dimensionamento da parte della Regione entro il 31 dicembre 2012. Modifiche che però entrerebbero in vigore da settembre 2013.
Ma agli istituti questo non basta ed è per questo che propendono per

la seconda possibilità: e cioè quella che il piano venga bloccato o almeno “congelato” per un anno, in attesa di una ridefinizione dei criteri concertata a livello regionale con il territorio. L’associazione scuole autonome del Lazio (Asal) invoca, infatti, “l’immediata cancellazione del piano”. “La sentenza della Consulta rende finalmente ragione a quanti, come noi, avevano espresso una posizione contraria all’irragionevole innalzamento della soglia minima di alunni per le istituzioni scolastiche del primo ciclo, passata da 500 a 1000 alunni, senza prevedere alcuna soglia massima” scrive l’Asal.

“Ci aspettiamo ora  –  conclude la nota  –  che la Regione recepisca in tutta la sua radicalità quanto espresso dalla Corte, azzerando totalmente questo sciagurato dimensionamento”. Per Giuseppe Fusacchia, presidente dell’associazione, “sarebbe possibile rivedere gli organici, magari “congelando” per un anno la mobilità dei docenti: un disagio, certo, ma non paragonabile ai danni che causerà il dimensionamento, mentre per le iscrizioni degli alunni il problema sarebbe facilmente risolvibile, perché i plessi fisici che frequenteranno sono gli stessi degli anni scorsi”.

(09 giugno 2012)

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