#concorso #docenti Merito o Pasticcio? La seconda che ho detto!

Un rapido commento alla questione del “concorsone” 2012 per l’assegnazione di oltre 11 mila cattedre.

Esprimo un parere preliminare, non conoscendo i dettagli della intricata materia ed il mio punto di vista di cittadino e genitore con figli in età scolare.

Dire che tutti vorremmo in cattedra i migliori insegnanti è ovvio e banale. Quasi altrettanto banale è che vorremmo “espulsa” dal corpo insegnante gli incapaci/profittatori che sono al loro posto solo per ritirare lo stipendio. Sono una minoranza, ma esiste. In quasi tutte le classi frequentate dai miei figli ho visto accanto ad alcuni professori eccezionali e tanti tanti professori assolutamente “buoni”, alcuni incompetenti che nuocevano a colleghi e ragazzi. Spesso “protetti” da contatti politici e sindacali (grave errore del sindacato ed in particolare della scuola il difendere gli “indifendibili”) questi individui andrebbero allontanati dalla scuola.

Se concordiamo tutti, o quasi, sull’obiettivo del merito, molto meno ciò avviene nel momento di definire come tale merito viene misurato.

Può un quizzone azzerare o equivalere ad anni di pratica? Mi sembrano perfettamente condivisibili le proteste dei “precari” (alcuni dei migliori insegnanti che i miei figli hanno avuto erano precari) che lamentano un rimescolamento di carte che non aiuta a far emergere i migliori ma si trasforma in una lotteria (ad essere ottimisti).

Chi insegna da anni, ed ha, si badi bene, superato vari esami di formazione e abilitazione, dovrà superare un ennesimo test che nulla ha a che vedere con l’insegnamento. Ho in questa sede difeso più volte, pur con i suoi limiti, i test INVALSI. Non sono pregiudizialmente contrario ai test standard e, come nel caso dell’INVALSI, hanno una loro validità: non devono misurare la “cultura” ma certe “abilità”.

Lo stesso non può valere nel selezionare degli insegnanti, in particolare insegnanti che già esercitano da anni.

Il processo è inefficace in sè ed umiliante per chi vi deve passare. Inefficace perchè non adatto a selezionare i migliori e perchè, con tutta probabilità, si trascinerà per anni con ricorsi e controricorsi. Umiliante perchè tale è imporre un nuovo “esame”, per di più di questo tipo, a chi ha già passato vari (e spesso costosi) esami e filtri.

Non ho in questo momento soluzioni alternative definite. Sicuramente essendosi basati per anni sulle graduatorie queste non possono essere d’un colpo dimenticate. Essere “alto” in graduatoria non è condizione sufficiente per determinare la “qualità” di un docente. Si possono introdurre altri parametri, legati alla performance degli studenti (con meccanismi che normalizzino per situazioni di partenza diverse). Non è impossibile farlo.

Come genitori dobbiamo guardare con preoccupazione a queste vicende che impatteranno pesantemente sulla vita scolastica dei nostri figli con nuovi cambi di docenti.

Questi i primi pensieri. Continueremo a tenervi aggiornati e a “meditare” sulla vicenda

2 commenti

Archiviato in Concorso Scuola 2012, Italiano, Scuola

2 risposte a “#concorso #docenti Merito o Pasticcio? La seconda che ho detto!

  1. maresa berliri

    Concordo con Andrea sull’obiettivo che tutti vorremmo: avere nelle classi dei docenti bravi e appassionati. Pur avendo anche io espresso un parere favorevole sull’uso delle prove Invalsi, in questo caso ho dei dubbi. Nelle classi frequentate da mio figlio ho incontrato maestre giovani veramente brave e appassionate. Alle medie la situazione è stata più variegata: qualche docente veramente bravo; docenti bravi, ma talvolta depressi e nervosi; docenti giovani non sempre in grado di spiegare la materia loro assegnata e di gestire la classe. Le prove indicate per questo concorsone possono valutare il livello di cultura generale e le competenze per le singole materie (contenuti), ma nutro seri dubbi che siano in grado di valutare le capacità pedagogiche, relazionali, di dialogo, di autorevolezza che i nuovi insegnanti devono avere. Oltretutto questo è un aspetto che è talvolta carente anche nei docenti di ruolo. Non so come si possa fare. Sarebbe opportuno – a mio avviso – che non si perdesse mai di vista che il 90% di quello che avviene nella scuola è legato alle interazioni tra alunni e docenti e quindi alle persone. Concordo quindi con Andrea che come genitori dovremmo seguire la questione con attenzione.

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