Riflessioni a valle di un sopralluogo alla mensa del Belli

Ho avuto modo di parlare con due componenti della “commissione mensa” che ieri hanno effettuato, come da mandato, una visita a sorpresa alla mensa del Belli/via Mordini.

Raccolgo alcuni spunti per un primo commento “a caldo”, ripromettendomi poi di approfondire che spazi di azione effettivi ci sono. Ve lo dico subito, credo siano molto pochi , sia perchè gran parte del “problema” è il comportamento dei ragazzi sia perchè esistono leggi e norme che impongono determinate procedure.

1)  L’ambiente dove si mangia e locale  cucina puliti.

2) Il cibo non è “orrendo” come viene spesso descritto. Certamente non è saporita come le cose che si mangiano a casa , ma questo deriva dai parametri “dietetici”  entro i quali stare. Per esempio quantità di sale , grassi, olio, fritture,  etc.  Quindi alcuni cibi non sono particolarmente invitanti ,ma gli ingredienti sono buoni. Certo hamburger e patatine con molta maionese sarebbero preferiti, ma non per questo migliori dieteticamente.

Il “problema” è che il menù è uguale per tutte le scuole di Roma, deciso da qualcuno centralmente che spesso finisce per complicare le cose (ad esempio imponendo piatti troppo elaborati che forse non rendono bene come proposte più semplici che i ragazzi apprezzerebbero di più, oppure abbinare nello stesso giorno  un primo e un secondo entrambi poco “invitanti” ( pesce e minestra).

3) La cosa che ha colpito maggiormente è l’enorme spreco di cibo. Piatti interi finiscono nella spazzatura senza poter fare nulla. Pare che per legge/regolamento non si può neanche dare il cibo a qualche associazione , perchè non è confezionato. Pare, ancora, che gli inservienti siano tenuti a servire le porzioni comunque, anche se il ragazzo dice di non volerlo. Dovremo verificare esattamente come stanno le cose dal punto di vista legale e contrattuale per capire se ci sono spazi di intervento su quel piano.

4) Infine, particolarmente sconvolgente è il clima da “Animal House”. Ci sono molti ragazzi che non mangiano nulla, giocano con il cibo, lo buttano etc. Non si vuole un refettorio conventuale nè il circolo ufficiali di marina. E’ vero che il pranzo è e deve essere un momento di socializzazione e relax, ma questo non dovrebbe diventare un girone infernale, travalicando ogni  norma di convivenza.

Inutile imputare questo agli insegnanti. E’ in casa che i ragazzi dovrebbero imparare a:

– Preferire o accettare cibi “più sani” anche se (forse, ma non necessariamente) meno saporiti (meno salati, meno dolci, meno fritti etc.)

– Mangiare comunque quello che c’è (salvo casi eccezionali) e, sicuramente, mangiarlo una volta che se lo si è messo sul piatto

– Mantenere un comportamento rispettoso degli altri (compagni, addetti alla cucina etc.)

Sono idee antiquate? Forse, ma non mi importa. Credo che la socializzazione a tavola sia importante e ancor di più è importante farlo imparando e interiorizzando atteggiamenti e norme di convivenza civile che rimarranno poi per il resto della vita.

6 commenti

Archiviato in Informazione di Servizio G.G. Belli, Italiano

6 risposte a “Riflessioni a valle di un sopralluogo alla mensa del Belli

  1. maresa berliri

    concordo con Andrea. Devo però fare una piccola aggiunta. E’ giusto e giustissimo che noi nelle nostre case facciamo un lavoro con i nostri figli su come si sta a tavola, sul valore del cibo, ecc. Penso però che sia necessario che si faccia un lavoro anche a scuola sulle relazioni tra ragazzi che si sviluppano nei momenti di intervallo – come è tipicamente il momento del pranzo a scuola. E’ in questi momenti che i ragazzi danno talvolta il peggio di loro stessi, e nei quali sembra che è più fico chi fa più casino, chi disturba di più, chi è più bulletto, chi fa ridere di più ecc. Occorre lavorare sulle relazioni tra ragazzi perché imparino il rispetto di loro stessi, degli altri e delle cose, non solo attraverso le sanzioni, ma anche attraverso il dialogo e l’ascolto attivo.

  2. Laura Donzelli

    Ho una figlia che in genere mangia quasi tutto (tranne 4 alimenti che proprio non le piacciono: polenta, carciofi, finocchi, insalata) ed ha sempre mangiato, con grande orgoglio delle insegnanti, a mensa della Leopardi.
    Dal resoconto sembra che tutto sia attribuibile alla scarsa educazione alimentare dei ragazzi nonchè alla loro “necessità” di sfogarsi dopo 5 ore di lezione.
    Mia figlia mi parla d’altro che nel racconto non emerge. Pietanze fredde, a volte per il ritardo delle classi, servite in piatti di cartone che si amalgamano con gli alimenti, forchette di plastica debole che si spezzano, assenza assoluta di coltelli e pezzi da masticare troppo grossi, menu non sempre rispettato, inservienti che si scordano di fornire le pietanze ad alcuni, frutta, che devono prendersi da soli, che viene riposta in luoghi diversi ogni giorno.
    Forse questo aumenta il disagio per un cibo non proprio appetitoso?
    I ragazzi che non riescono a gradire nulla non diventano più nervosi?
    Ovviamente i ragazzi escono da scuola affamati e spesso appena fuori dalla scuola trovano …. pane per i loro denti. in tal modo non riusciranno mai a superare lo scoglio del cipo non gradito.
    Oggettivamente dopo aver visto i panini forniti per il pranzo al sacco avrei anche io qualche remora.

    Laura Donzelli

    P.S. per superare il problema della prima pietanza fredda si potrebbe attendere l’arrivo della classe prima di metterla nei piatti.

    • Laura, grazie del contributo. Ricordo che, come detto nel post, il resoconto si riferisce ad un sopralluogo alla mensa di via Mordini, non quella di Col di Lana. Alcune delle differenze potrebbero derivare da questo oltre che dal fatto che in un sopralluogo (pur fatto a sorpresa) si ha la foto solo di una specifica giornata. Detto questo, per quanto riguarda alcune delle tue segnalazioni, posso assicurarti (una delle due ispettrici è mia moglie) che:
      1) i piatti erano caldi. Sicuramente calda la zuppa, tiepidino il pesce (ma va considerato che non è cucinato in loco ma trasportato dalla Pistelli)
      2) i ragazzi mangiavano con piatti di ceramica e posate di metallo, compresi i coltelli. Mio figlio (che mangia alla mensa Mordini) mi conferma che occasionalmente hanno mangiato con piatti e posate di plastica. Quest’anno ancora non si è mai verificato.
      3) La frutta (ed i budini) erano a disposizione dei ragazzi su un mobile in fondo alla sala. Non risulta (sempre chiedendo a mio figlio) che a Mordini venga spostato spesso, ma viste le dimensioni della sala anche se fosse non mi sembrerebbe un problema per dei ragazzi delle medie.

      In ogni caso sono previsti altri sopralluoghi (sempre a sorpresa) e quindi verrà monitorato anche il servizio al Col di Lana.

  3. Seems like u actually fully understand a good deal with regards to this topic and it all exhibits by means
    of this posting, titled “Riflessioni a valle di un sopralluogo alla mensa del Belli | la scuola è una cosa seria”.
    I am grateful -Alejandra

  4. I really blog as well and I am authoring a thing alike to
    this excellent posting, “Riflessioni a valle di un sopralluogo alla mensa del Belli
    | la scuola è una cosa seria”. Will you mind if Iimplement
    a few of your personal tips? Thanks -Wiley

  5. Just what really moved you to create “Riflessioni a valle di un sopralluogo alla mensa del Belli |
    la scuola è una cosa seria”? I personallytruly liked the blog post!
    Thanks for the post -Isidro

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...