#scuola #digitale Rapporto OCSE mostra arretratezza dell’Italia nel Digitale

Uno studio OCSE, consultabile e scaricabile qui, evidenzia l’arretratezza dell’Italia nell’adozione di strumenti e tecnologie digitali. Qui sotto una sintesi tratta da Vodafone News. Due brevi commenti per parte mia:

1) A causa dei problemi strutturali e di quelli indotti dai tagli degli ultimi anni (ancora più dannosi in quanto effettuati in modo irrazionale) la scuola italiana ha purtroppo oggi problemi più “gravi” del pur importante ritardo nella digitalizzazione. Edifici fatiscenti, mancanza di personale che impattano fortemente la didattica e la sicurezza, mancanza di fondi per coprire i più essenziali materiali di consumo

2) Prima (o insieme) alle attrezzature, occorre una adeguata formazione e “evangelizzazione” degli insegnanti non solo all’uso di tali strumenti, ma per il “re allineamento” degli approcci alla “cultura digitale”. Un esempio per tutti: nell’ultima riunione del Consiglio di Istituto alcuni insegnanti si sono opposti (o quanto meno hanno obiettato) alla pubblicazione sul sito dei progetti didattici della scuola con la motivazione che “Li potrebbero copiare” in altre scuole!! Questo mentre all’estero (e anche in Italia, del resto) fioriscono portali e social network per la condivisione di esperienze, lesson plan, etc.

L’OCSE “rimanda” la scuola digitale italiana

di DeniseAmedei | 09/03/2013 11:00

In Italia la scuola è sempre più digitale, ma non ancora abbastanza. L’impegno per diffondere le tecnologie digitali a scuola c’è, ma non è sufficiente. Questo il rimprovero arrivato al nostro Paese dall’ OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel rapporto“Review of the Italian Strategy for Digital Schools”, presentato qualche giorno fa al ministero dell’Istruzione, dal ministro Francesco Profumo e dal capo dipartimento, Giovanni Biondi.

Con i ritmi attuali della scuola italiana, saranno necessari ancora 15 anni per raggiungere il livello di altri Paesi, come la Gran Bretagna, “dove l’80% della classi può contare su strumenti didattici informatici e digitali”. Così si legge nel rapporto, prodotto a fronte della valutazione – sotto richiesta dello stesso ministro Profumo – del “Piano nazionale scuola digitale”. Il Piano, nato nell’anno scolastico 2007/2008, è stato implementato di anno in anno con un budget di circa 30 milioni di euro (vale a dire circa 5 euro per studente). Badget limitato dunque.

Secondo le ultime rilevazioni, relative alla scorsa estate, i computer presenti nelle scuole italiane sono 169.130 nella scuola primaria (1 pc ogni 15 studenti), 150.385 nella secondaria di primo grado (1 pc ogni 11 studenti), 334.079 nelle superiori (1 pc ogni 8 studenti). I dispositivi portatili (pc/tablet) in uso individuale agli studenti sono 13.650. Le Lim attualmente installate sono 69.813, per una copertura del 21,6% delle aule scolastiche. Le aule connesse in rete sono circa il 54%, mentre l’82% circa delle scuole possiede una connessione internet.

Dal rapporto Ocse risulta che “solo la Grecia ha meno computer per studente nelle classi”, mentre la media europea è di uno per ogni cinque e in “Svezia, Norvegia, Danimarca e Spagna, c’è un computer ogni tre studenti“.

Come rimediare all’arretramento? L’Ocse suggerisce di ricorrere a finanziamenti integrativi da parte di Regioni, Fondazioni e scuole, di aprire ad altre tecnologie meno costose e di sviluppare una piattaforma virtuale di scambio delle risorse digitali per insegnanti. Inoltre consiglia di dare la possibilità alle scuole di organizzare la formazione dei docenti in modo flessibile e di istituire premi per gli insegnanti e fiere dedicate all’innovazione con target e obiettivi.

L’OCSE ha apprezzato la volontà forte di digitalizzarsi e l’approccio “dal basso” degli strumenti hi-tech come le lavagne interattive, la cui richiesta viene fatta direttamente dagli insegnanti, ma ha sottolineato in modo chiaro la necessità di trovare soluzioni per una rincorsa significativa a standard più elevati.

2 commenti

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2 risposte a “#scuola #digitale Rapporto OCSE mostra arretratezza dell’Italia nel Digitale

  1. Daniela DD

    A scuola sono in corso sperimentazioni sulla didattica digitale e sulla flipped classroom. Ci siamo anche candidati per avere una classe 2.0: speriamo che vada, è quella la strada;-)
    daniela di donato

  2. maresa berliri

    Sono d’accordo su quanto postato da Andrea. Penso che siano molto necessari sia investimenti sulle infrastrutture, i computer, le lim, la connessione internet, sia sulla formazione del personale docente che un lavoro per utilizzare appieno nella didattica le potenzialità della rete. Bisogna anche dire che come diceva Daniela, che da tempo l’IC Parco della Vittoria ha avviato e realizzato delle sperimentazioni su questo. Mi riferisco alla sperimentazione svolta lo scorso anno per la classe Web2.0; al progetto per la scrittura creativa realizzato insieme con la Scuola Pistelli un paio di anni fa che ha portato alla scrittura congiunta in rete di storie; all’utilizzo da parte di alcuni docenti di blog per l’insegnamento della matematica e delle scienze – avvisiainaviganti. Forse ci sono anche altre cose. E’ qualcosa, ma non è sufficiente. Non tutte le classi hanno le lim e le sperimentazioni sono ancora l’eccezione e non la regola. Sui docenti vorrei riportare quanto ho avuto occasione di vedere quest’anno nella scuola superiore dove va mio figlio (un istituto tecnico=). Al livello del triennio fanno delle cose molto carine, utilizzando la rete per condividere contenuti e per promuovere le idee creative dei ragazzi. I problemi ci sono invece nel biennio. La sua insegnante di informatica per i primi 5 mesi gli ha fatto solo copiare sul computer pagine del libro. Anche il preside aveva spinto la docente a fare anche altro, ma senza esito. Il problema è che talvolta i docenti sono formati e non sono all’altezza di promuovere e realizzare un uso diverso della rete. In teoria e forse anche in pratica, nelle scuole superiori oltre all’uso della rete per condividere e creare contenuti, i ragazzi potrebbero a seconda del tipo di scuola fatto essere preparati per prendere la patente europea del computer, che è un qualcosa che poi nel mondo del lavoro serve.

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