La scuola non è un attimo fuggente – Christian Raimo – Internazionale

Dissento al 90% nel merito e nel tono, e penso che l’autore abbia completamente sbagliato bersaglio. Carica a testa bassa contro dei mulini a vento, criticando tesi e posizioni che non esistono.

Premessa: concordo al 100% con lui che l’apprendimento non può essere, sempre, facile e non può essere, sempre, divertente. Anche io quando sento “imparare divertendosi” metto mano alla fondina. Come per lo sport, gli allenamenti non possono essere divertenti, soprattutto nella preparazione di base. Giri di campo, addominali, flessioni. Poi con certi esercizi le cose migliorano e con le partitelle, anche se faticose, ci si diverte. Lo stesso per lo studio. No pain no gain, direbbero gli anglosassoni (tanto per mostrare che anche avendo fatto il classico si possono conoscere le lingue).

NON CONCORDO con l’interpretazione del professore nel film L’attimo Fuggente. Studiare non può essere sempre divertente, ma deve avere un significato. Dobbiamo accendere la passione per la conoscenza. Così come grazie alla passione per la montagna si affronta di buon grado freddo e fatica.

Anche da noi troppi professori, oggi spesso per mancanza di preparazione, si limitano ad uno studio meccanico, freddo, insignificante, privo di senso. Le materie, umanistiche e scientifiche, devono vivere! Non devono essere facili, ma devono avere un senso.

Oggettivamente, per degli adolescenti, la teoria dell’area della poesia su un asse cartesiano, è una stronzata, ammesso che non lo sia in assoluto.

Trovo sbagliata oltre che ingenerosa la critica ai “compiti per le vacanze” di Catà. I compiti per le vacanze non intendono e non possono per definizione sostituire l’apprendimento “normale”. Non a caso, per quanto lunghe, le vacanze durano 3 mesi e l’anno molto di più. Giustissimo quindi approfittare di questo “otium”, nel senso più squisitamente latino non di non far nulla ma di dedicarsi a attività costruttive e piacevoli DIVERSE da quelle cui si è tenuti durante l’anno.

Diciamo quindi che, su questo, l’autore dell’articolo “non ha capito un cazzo”, per dirla in francese. Se lo ha fatto per avere uno spunto polemico o perchè proprio non ha capito, non so e non mi interessa.

 

Ho fatto la maturità nel 1993. Pochi anni prima era uscito quello che a oggi può essere considerato il più celebre film sulla scuola, L’attimo fuggente, che aveva generato molti entusiasmi e dato vita a mille dibattiti. Ma contiene una delle scene più violente e antieducative che io abbia mai visto. Leggi

Sorgente: La scuola non è un attimo fuggente – Christian Raimo – Internazionale

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