Strade – Scuola: la rivincita della realtà sulla fantasia al potere

Classico attacco di un “turbo-liberista” (vedere cv da Chicago a Goldman Sachs) alla scuola italiana, con dito puntato sul “68” e, in sequenza sul “berlusconismo” (che però attaccava come lui il 68, i sindacati etc.) e sul “catto-comunismo”.

Un condensato di tutti i peggiori incubi dei nostri liberisti. Si invocano misure e criteri anche buoni in teoria, ma di applicazione del tutto aleatoria (meritocrazia: premiare i bravi insegnanti…, ma chi lo giudica? Un dirigente? O il risultato di test che anche dove sono stati inventati sono oggi considerati una delle cause del declino nei livelli scolastici?

Vdo com cittadino e come genitore il deterioramento del sistema scolastico italiano, ma vedo anche due cose:

a) comunque, se andiamo a comparare, la maggior parte dei sistemi degli altri paesi non sono migliori. Parleremo poi dei “famosi” o “famigerati” test PISA. Odiosi certi confronti fra realtà incomparabili. A livello universitario si prendono sempre ad esempio certe scuole USA, private e costosissime, mentre la media pubblica è ben diversa. Idem per le superiori inglesi. E molti dei paesi che rendono meglio nei sempre citati PISA (es. Finlandia) adottano pratice OPPOSTE a quelle che questi signori predicano.

b) La situazione peggiora ad ogni riforma. Più ci si mette le mani, peggio è. Riportare tutto a come era 30 anni fa sarebbe l’ideale. Il 68 ha dato una scossa utilissima e necessaria. I 68tini erano “seri”, in generale. Avevano a modello Lenin (studiare, studiare, studiare). Il problema è venuto con i “creativi” del 77, sono loro, poi riciclati in tutti i gangli del potere, che hanno rovinato tutto.

A proposito di PISA e test.

a) sono contestati anche dove sono nati (loro e test simili) in quanto comunque discriminanti e dannosi. Dannosi perchè essendo uno strumento di valutazione gli insegnanti e dirigenti pensano solo a che punteggio ottengono i ragazzi in quel test, e non in quanto imparano. Io ho superato brillantemente test simili di ammissione alla Business School, il GMAT. S ricordo sono arrivato nel top 8%. Ma i primi test di prova ero un disastro. Ho fatto un corso (Kaplan) per imparare a affrontare il test e sono arrivato in cima. Ero uno studente migliore? No, ero uno studente che sapeva come fare il test.

b) per quanto si dica che “sono evidenze aneddotiche” è vero che i nostri studenti, a tutti i livelli ed in tutte le occasioni (non solo chi è ammesso alle migliori università ma anche chi fa uno scambio di qualche mese al liceo) risultano sempre superiori in media alla classe dove vanno. Tutti (tutti) quelli che conosco (amici o figli di amici) sono tornati dicendo di aver quasi fatto una vacanza, tanto minore era l’impegno.

Ma forse li conosco tutti io i geni….

Ecco l’articolo, non è neanche tanto nuovo…

I confronti internazionali confermano, ogni anno, il disastro del sistema formativo italiano. Se dopo il ’68 la fantasia è andata al potere, il confronto con la realtà sarà molto duro per le nuove generazioni. Un problema per il quale è necessario cercare soluzioni, anche drastiche.

Sorgente: Strade – Scuola: la rivincita della realtà sulla fantasia al potere

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